martedì 21 settembre 2010

In ansia per il proprio lavoro.

Non che stia rischiando nell'immediato di perdere il mio posto di lavoro, ma provo una sensazione di ansia per la realtà che mi circonda e in particolare per il modo come il mio dirigente porta avanti la gestione dei progetti: ritardi continui nel firmare e inviare le offerte ai clienti, richieste continue di revisioni dei progetti ai Quadri, rinvii eterni della firma di fatture, oltre alla pretesa che impiegati di 1° o 2° livello svolgano incarichi che spetterebbero a lui o ad un Quadro.
La mia è una denuncia di una realtà che non sorprenderà quasi nessuno, dato che sono tanti i luoghi di lavoro che  devono fare i conti con persone di scarsa produttività, che hanno purtroppo incarichi di alto livello.
In questi momenti ti chiedi come possano arrivare a ricoprire certi ruoli, come facciano ad essere promossi invece di essere demansionati o cacciati per inettitudine e incapacità a svolgere gli incarichi per cui sono stati scelti.
La consapevolezza che questa scarsa produttività castra il lavoro e la produttività dell'intero gruppo è ancor più avvilente e demotivante, perché invece di spingere i dipendenti a migliorarsi ed essere produttivi una dirigenza di così scarsa virtù non fa che alimentare il luogo comune che tanto vanno avanti i più furbi, i politici, quelli che hanno gli agganci.
Non si può pensare che persone così scarsamente stimate, vengano a chiedere e pretendere produttività, qualità, sacrificio, disponibilità e idee, quando proprio chi pretende non merita considerazione alcuna.
E allora mi chiedo se non sarebbe più giusto sollevarsi come fece in passato il popolo con i propri sovrani e chiedere una dirigenza di ben altra qualità e ben altro livello, forse sarebbe una soluzione più credibile e corretta piuttosto che rimanere in attesa che qualcuno sopra si accorga della deriva a cui stiamo andando.
Ma queste sono solo chiacchere e dubito che ci sarebbe una persona in grado di unire tante teste per portare avanti una simile iniziativa.

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